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Esempi di esperienze n.b. Sulla pagina facebook "Progetto Professionalità" potrete trovare video ed interviste !

Qui alcuni link a video di esperienze in corso e/o appena terminate:

 

Video di Mariella Gentile https://www.youtube.com/watch?v=2ixUzVcwOTk

 

Video di Ambra Giovannetti https://www.youtube.com/watch?v=7NCP7c9qJS4

 

Video di Anna Teresa Ronchi https://www.youtube.com/watch?v=nO2JTrHx7C0

 

Ed alcune schede interessanti:

Intervista a Matteo - illustratore scientifico - 2015 maffeis2.jpg

 

Matteo , 28 anni, laureato in Biologia dell’Ambiente, presso l’Università degli Studi di Torino. “Dopo il conseguimento del diploma scientifico, ho deciso di intraprendere la carriera di biologo. Da subito ho avuto particolare interesse per la zoologia, l’ecologia e per le materie che riguardavano il mondo animale, vegetale e la sua conservazione. Ho approfondito le tematiche relative alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità. La tesi magistrale mi ha permesso di toccare con mano la ricerca scientifica grazie ad un monitoraggio della biodiversità in ambiente alpino, anch’esso da sempre oggetto delle mie passioni. Avendo da sempre una grande predisposizione per il disegno e l’arte figurativa ho trovato il modo di combinare queste due passioni collaborando con il Parco Nazionale del Gran Paradiso per il progetto europeo Life+ Bioaquae per il quale ho illustrato la cartellonistica. Ho infine partecipato al bando del Progetto Professionalità Ivano Becchi della Banca del Monte di Lombardia, che mi permetterà di formarmi presso lo Studio Kayama negli Stati Uniti, leader del settore. La possibilità di poter operare nel settore dell’illustrazione scientifica all’interno di un’istituzione all’avanguardia, di ottenere nuove e specifiche competenze tecniche, di conoscere da vicino una realtà lavorativa a me così affine, sono motivo di grande interesse professionale e personale.

 

Intervista a Chiara - archeologa - 2015 mussi_270931.jpg

 

Chiara, 32 anni, laureata all’Università degli Studi di Pavia in Scienze dei Beni Culturali e in Archeologia Classica: “Già durante il mio percorso di studi mi sono impegnata di promozione del Patrimonio culturale e di didattica, prestando Servizio Civile Nazionale per il progetto “Sulle tracce del passato per un Museo Aperto”, presso l’Orto Botanico del Sistema Museale di Ateneo dell’ Università di Pavia. Una volta laureata ho continuato a occuparmi delle stesse tematiche grazie ad uno stage svolto presso la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e alla collaborazione con il Sistema Museale dell’Ateneo pavese, partecipando all’allestimento e alle visite guidate delle Collezioni archeologiche. L’opportunità per continuare a occuparmi di valorizzazione, educazione e didattica mi è stato offerto dal CRIDACT, Centro per la didattica dell’Università di Pavia, presso cui presto servizio dal 2011: ciò mi ha dato la possibilità di contribuire all’educazione del pubblico, giovane e adulto, al concetto di Patrimonio, la cui conoscenza contribuisce alla sua tutela e conservazione. Nell’ambito del Progetto Professionalità avrò l’opportunità di implementare le mie competenze professionali in tali settori, spendendo un semestre presso la Newcastle University, dove da anni la didattica archeologica e l’educazione al Patrimonio rivestono un ruolo fondamentale e sono condotti con modalità in costante aggiornamento.

Intervista ad Antonio - psicologo - 2014 prunas1].jpg Antonio - 38 anni. “Grazie a Progetto Professionalità ho trascorso quattro mesi di formazione presso il Center of expertise on gender dysphoria del VU University Medical Center di Amsterdam. Posso dire con assoluta certezza che è stata una delle esperienze più importanti della mia vita, tanto sul piano professionale che su quello umano. L’intervento psicologico con persone che soffrono di disforia di genere viene considerato di tipo ultra-specialistico, persino al di fuori delle competenze acquisite da coloro che pure hanno una specifica formazione sessuologica. Ciò fa sì che confrontarsi su questo temi, soprattutto nel contesto italiano, sia un’esperienza decisamente rara e, quando possibile, ciò avviene sotto forma di supervisione da parte dei colleghi che lavorano nel medesimo centro.  Alla luce di queste considerazioni, l’opportunità di dedicare interamente quattro mesi a queste tematiche, avendo la possibilità di confrontarmi con una casistica clinica estremamente ampia e variegata e di interfacciarmi con alcuni dei massimi esperti nel settore a livello mondiale è stata un’esperienza del tutto irripetibile che, senza il contributo della Fondazione, non mi sarebbe mai stato possibile fare. Nel corso della mia esperienza ho avuto la possibilità di ascoltare le storie di decine e decine di utenti della clinica, di osservare quanta sofferenza questa condizione impone ma anche il coraggio e la determinazione con cui i bambini, gli adolescenti e i loro familiari, insieme, cercano di farvi fronte.  Sono tornato in Italia decisamente arricchito come professionista e come persona e con un rinnovato entusiasmo per lavorare ancora con questi pazienti.”
Intervista ad Erika - educatore/assistente alle persone - 2014 erika.jpg

 

Erika - 29 anni: “Nei quattro mesi che ho trascorso a San Francisco, presso la Jewish Home (residenza per anziani) nel 2014, sono cresciuta non solo a livello professionale ma anche personale. La mia attività di ricerca si è basata sull’approfondimento del metodo Validation: una tecnica di comunicazione, ideata da Naomi Feil, a favore degli anziani disorientati, affetti da disturbi dell'area cognitiva e comportamentale. E’ un modo di porsi, un atteggiamento, di cui gli elementi fondamentali sono legittimazione ed empatia. La ricerca mi ha permesso di avere ancora più certezze su quanto questo metodo incida in positivo sulla qualità di vita della persona con demenza. Ho ampliato la mia visione sulle attenzioni educative che è possibile offrire alle persone che si trovano in stadi molto avanzati della malattia di Alzheimer. Gli insegnamenti di Olga Lavault (insegnante certificata Validation in California) concernenti il gruppo Validation hanno ampliato le mie competenze riguardanti le tecniche Validation in senso stretto: stare nel gruppo implica mettere in atto molte più tecniche verbali e non verbali per permettere la buona riuscita dell’attività. Ho imparato che cosa vuol dire accompagnare, cosa significa stare e restare in silenzi carichi comunque di emozioni senza per forza doverli riempire di parole.”

Intervista a Valentina - sociologa - 2013 valentina.jpg Valentina 35 anni: “Ho partecipato a Progetto Professionalità quasi per caso, su segnalazione di un collega. Così sono partita, prendendo l’aspettativa dal mio lavoro, e per sei mesi ho vissuto, lavorato ed esplorato le strade di Madrid. Ho effettuato un periodo di ricerca presso la Facoltà di Psicologia dell’Università Autonoma. Il mio impegno in quella bellissima città è stato intenso e pieno di soddisfazioni: nel cercare di descrivere e narrare i percorsi dei giovani di origine latinoamericana coinvolti nel fenomeno dei gruppi di strada, ho imparato a lavorare in un’altra lingua, a mettermi alla prova senza timore in un contesto lavorativo dai contorni differenti; a lavorare, a cavallo tra università, terzo settore e l’informalità del lavoro educativo in strada, mescolando linguaggi, competenze ed esperienze tra le più disparate. Una volta tornata ho subito pensato che la mia esperienza, seppure stupenda, si fosse conclusa senza lasciare tracce. Ho invece capito, già pochi giorni dopo, di avere acquisito nuove abilità che mi avrebbero permesso di lavorare in maniera distinta e più completa. Oggi sono direttrice della cooperativa per cui lavoravo già prima di partire, ho sicuramente più fiducia nelle mie competenze, ma soprattutto le reti intessute, amicali e professionali, si stanno rivelando proficue occasioni di scambio, incontro e confronto a livello europeo e transnazionale. “

Intervista a Caterina - storica dell'arte - 2013 maffeis2.jpg Caterina 37 anni: “Sono una storica dell’arte laureata in arte medievale all’Università di Firenze, specializzata in pittura e grafica lombarda del Rinascimento, con esperienze formative all’estero. Lavoro con mio padre nel nostro Studio di Restauro di Dipinti antichi a Pavia. “Progetto Professionalità” mi ha sostenuta in un tirocinio specialistico presso il Centro Diagnostico per i Beni Artistici e Architettonici EDITECH s.r.l. di Firenze e il centro CISA3 (Center of Interdisciplinary Science of Art) dell’Università della California a S. Diego, per perfezionare le mie competenze e crescere professionalmente nel settore della diagnostica artistica.La mia è stata un’esperienza pienamente soddisfacente. Ho preso coscienza di nuove potenzialità insite nel mio lavoro. Ho avuto modo di esaminare il materiale disponibile negli archivi e banca dati di un’azienda di eccezionale importanza nel settore della diagnostica artistica, svolgere attività di laboratorio e affiancare i dottorandi e ricercatori del centro Cisa3 nei cantieri d’indagini diagnostiche aperti sul territorio fiorentino e successivamente nella fase di rielaborazione dati avvenuta negli Stati Uniti. Più specificamente, ho imparato l’utilizzo di software avanzati ed ho elaborato un modello completo di perizia da proporre ai miei clienti. L’implemento della mia attività lavorativa ad un anno dalla conclusione del progetto  si è concretizzato nell’avvio di un progetto di collaborazione con il New Art Museum di Shanghai per l'insegnamento della disciplina del restauro e tecniche diagnostiche all’interno dell’ Educational Department e nell’opportunità di tenere un corso di Storia del Restauro all’UniTre di Pavia.”

Intervista a Greta - psicologa - 2013 greta.jpg Greta 36 anni. “Sono una psicologa e psicoterapeuta, dal 2009 mi occupo di dipendenze. Ho lavorato come consulente presso alcuni centri per la cura del disturbo e mi sono specializzata presso l'Italian School on Addiction del Dipartimento delle Politiche Antidroga del Consiglio dei Ministri di Roma. Ho partecipato al Progetto Professionalità con l'intento di sviluppare le mie conoscenze nel settore delle dipendenze comportamentali e in particolare in quello del Gioco d'Azzardo Patologico. Ho avuto la possibilità di svolgere un periodo di training lavorativo di 6 mesi negli Stati Uniti, presso una delle più importanti istituzioni mondiali che si occupano di addiction: il National Institute on Drug Abuse. In particolare, sono stata a Baltimora, nel Maryland, in centri di eccellenza per la ricerca in ambito clinico e neuroscientifico e presso il Maryland Center of Excellence on Problem Gambling, centro universitario all'avanguardia nell'organizzazione e gestione di attività volte alla prevenzione e al trattamento del disturbo. Attraverso il progetto ho avuto modo di approfondire le conoscenze nell'ambito delle neuroscienze, ho avuto l'opportunità di apprendere come sviluppare un piano di prevenzione e di intervento e di partecipare a un lavoro di ricerca pubblicato di recente sull'importante rivista scientifica di settore American Journal on Addictions. Quest’opportunità è stata unica, perché mi ha permesso di collaborare con amministrazioni locali per la creazione e realizzazione di azioni sulla sensibilizzazione, divulgazione e intervento sul tema del gioco d'azzardo, di collaborare nella stesura di un testo per il Consiglio Nazionale della Ricerca (CNR) e di essere fra i formatori per l'ASL 1 di Milano.”

Intervista a Paolo - medico oftalmologo - 2013 vico.jpg  Paolo 37 anni: "Dal 2009 lavoro presso l'Istituto Clinico Humanitas, dove rivesto il ruolo di responsabile dell'ambulatorio Glaucoma. Proprio occupandomi di glaucoma, refertando i campi visivi e avendo già la passione per le Neuroscienze applicate alla visione, dopo aver seguito il prof. A. Sadun in un congresso, è nata l'idea di sviluppare nel nostro Paese un ambulatorio di Neuro-Oftalmologia, sub specializzazione dell'Oculistica che già esiste nei paesi anglosassoni, ma scarsamente diffusa in Italia. Durante il mio percorso di 4 mesi, che si è svolto nel 2013 presso il Doheney Eye Center di Los Angeles, uno dei migliori centri al mondo per la materia, ho imparato a gestire i pazienti con problemi neurologici e oftalmologici.  Grazie alle metodiche apprese, ho raggiunto il mio obiettivo: ho avviato a Rozzano, un ambulatorio specializzato nella cura  delle malattie  del  nervo ottico, in collaborazione con i reparti di neurologia e neurochirurgia del mio ospedale, l’Humanitas Research Hospital.“

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